Cerca nel blog
martedì 5 novembre 2013
SPOILER Ginnifer Goodwin ci parla riguardo l'interpretazione di Jackie Kennedy
NationalGeographic.com: Com'è stato interpretare un personaggio così iconico? C'è stata un pò di pressione interpretando Jackie Kennedy, così come sono sicura ce ne sia stata per tutti gli altri ruoli di questo film. Ho letto altri copioni nei quali c'era Jackie e non ho voluto modificare la sua immagine in modo palese. Penso che lei sia l'idolo di ogni donna moderna e quindi per me era importante sentirmi autorizzata a rendere giustizia alla persona che era, se mai l'avessi interpretata.
Di questo copione, cosa ti ha spinto ad interpretarla alla fine? Questa è la prima volta che leggo un copione riguardante Jackie in cui sento che c'è un pò di tutto. E' rispettoso, è intimo e rivelatore e la narrazione è accattivante. Non sono riuscita a posare il copione e mi sono sentita davvero ispirata. Alla fine, penso che ciò che mi ha attratto è stato che, in questa storia, vengono mostrati molti momenti privati, che mi hanno dato un pochino di libertà creativa in più di quella che credevo avrei avuto, accettando la parte.
Non ho davvero pensato a lei in termini di immagine pubblica contrapposta a quella privata. Poi ho iniziato a fare ricerche sul suo personaggio e sul suo pensiero, ovviamente, ed ho scoperto che non esiste quasi alcuna nformazione riguardo ciò che è successo a porte chiuse. Ci sono molte supposizioni e penso che la maggior parte della gente, inclusa me, le utilizzi per immaginare com'erano queste persone. Ma, poiché quasi tutte le scene di Jackie avvengono a porte chiuse, come attrice, c'è stato un qualcosa di liberatorio, qualcosa che ha tolto un pò di pressione e anzi l'ha resa un pochino meno travolgente.
Parlami di come hai condotto le ricerche per questo ruolo. Ero ossessionata! Non so se ho fatto così tante ricerche quante ne ho fatte per questo ruolo. A questo punto penso che l'intero cast potrebbe istituire un corso universitario sui personaggi che abbiamo interpretato. Abbiamo trascorso tutto il tempo sul set dicendo “Sapevate che Bobby ha fatto questo?” oppure “Sapevate che Jackie ha fatto quello?” Penso che tutti abbiamo letto tutto ciò che c'era da leggere e visto tutto ciò che c'era da vedere su queste persone, forse.
Penso che esistano molti giudizi superficiali riguardo Jackie e molte supposizioni circa quello che potrebbe aver pensato e provato in certe situazioni. A causa di questo, per me è stato davvero importante basare la mia caratterizzazione solo su ciò che lei ha detto di sé. Quindi ho letto tutto il possibile e ho assimilato il massimo che ho potuto dalle sue interviste. Volevo citazioni dirette.
Mi sono sentita davvero ispirata anche dalle fotografie. Mi sono imbattuta in una collezione di foto che sua figlia Caroline ha detto essere le preferite di Jackie ed ho iniziato a fare delle scelte basate sulla dinamica tra Jack e Jackie che vedevo in queste foto. Alla fine, mi sono attenuta ad un paio di citazioni e ad una foto in particolare e tutte le mie scelte si sono basate su cosa esse mi hanno detto di lei.
Cosa ti ha offerto questo approccio unico alla ricerca in termini di come hai costruito ed interpretato il personaggio? Poiché ho basato la mia caratterizzazione soltanto sulle cose che le ho sentito dire personalmente, so d'averla interpretata in modo diverso da come è stata intepretata in passato. Per esempio, in un'intervista, ha detto, “Perché vorrei avere un'opinione della politica, quando Jack dovrà averne una sua e sarà meglio della mia?”
Descriveva il suo matrimonio come molto vittoriano. In un certo senso il problema centrale era lei e il suo essere la moglie che lui voleva che lei fosse e, se c'è mai stato un conflitto tra loro, indipendentemente da chi fosse il colpevole, lei ha voluto sempre assumersene la responsabilità. Era totalmente devota alla famiglia. E' possibile che io abbia interpretato tale devozione in modo un pò più estremo di quanto forse ha fatto lei nella vita vera, ma spero che ciò riveli una dimensione diversa ma altrettanto reale di lei.
Cosa credi che differenzi questo film da tutti gli altri che sono stati fatti su queste persone e su questa storia? Relativamente al tema di JFK, gli unici film, le miniserie e gli eventi televisivi con cui ho familiarità sono molto diversi. Generalmente ricadono nella categoria della ricostruzione o in un qualcosa che è quasi fittizio per via del loro basarsi sulla teoria del complotto o su versioni più estreme e fantastiche della storia. Quello che adoro del nostro film è che siamo da qualche parte nel mezzo. Facciamo i conti con i fatti, è tutto dimostrato e non complichiamo affatto le cose con teorie cospirazioniste. Queste sono le informazioni pubbliche che possediamo e come attori dobbiamo solo arricchire i personaggi.
Sì, abbiamo tratto delle conclusioni su quello che potrebbero aversi detto a porte chiuse, ma penso che tutte queste esperienze e questi comportamenti a porte chiuse siano davvero giustificabili da un punto di vista pratico. Credo che questo film sarà visto come un ritratto davvero rispettoso delle vite di queste persone, perché non abbiamo preso decisioni per conto nostro, e sarà affascinte, perché ciò che sappiamo di loro è molto affascinante.
Perché la gente dovrebbe guardare questo film? Quello che mi ha attratto del film e ciò che penso che il pubblico amerà è che è incredibilmente educativo, nonostante la storia sia così affascinante, personale, intima, capace di suscitare immedesimazione, devastante, brutta ed idilliaca, tutto allo stesso tempo — un pò come la vita reale. E' come se avesssimo girato due film diversi: uno sui Kennedy e uno sugli Oswald.
Penso che mostrare molte cose su Lee e Marina sarà davvero rigenerante per i membri del pubblico che sanno poco, se non nulla, delle loro reali vite. Il nostro regista, Nelson McCormick, descrive questa cosa come due treni, che provengono da due estremità dell'universo e che si scontrano lungo il cammino. Quando ho letto il copione, ho sperato che ci fosse una fine diversa. Chiaramente, tutti noi sappiamo cosa succederà momento per momento, eppure c'è un qualcosa nel costruire la tensione in questa storia, mischiata con questi momenti davvero belli e tranquilli, che ti fa quasi pensare che potrebbe succedere qualcos'altro.
Com'è stato recitare con Rob Lowe nei panni di JFK? Ci sono state, senza dubbio, delle volte in cui ho avuto la sensazione di trovarmi con il fantasma di Jack. C'è stata una scena durante la quale ho percepito quasi di essere la testimone della vera trasformazione di quest'uomo combattuto, schivo e non ancora del tutto formato, nell'uomo vigoroso che il pubblico sapeva che JFK sarebbe stato. Rob è un attore incredibilmente dotato e dinamico.
Non posso dire d'aver mai fatto l'esperienza per cui ho avverto che forse il mio partner di scena stava incarnando un qualcosa dall'origine più elevata. Direi che lavorare con Rob mi ha cambiato la vita, mi ha rinvigorita e mi ha fatto ricordare perché faccio questo come attrice.
Non perdetevi la premiere mondiale di "Killing Kennedy", domenica 10 Novembre, alle ore 20:00
FONTE-->http://enchantedtales.myblog.it/archive/2013/11/04/ginnifer-goodwin-ci-parla-riguardo-l-interpretazione-di-jack.html
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento